Du bist sehr schon but we haven't been introduced.
mercoledì, 04 novembre 2009, 00:03
Sono gelosa anche degli account twitter delle sgualdrine troppo magre con l'acca che hanno voglia di cazzo ma lo cercano nel posto sbagliato. Vuoi vedere come si danno gli uraken in faccia?
Io vado al lavoro dopo giorni di ferie e arrivo al venerdì più stanca dei normali venerdì, nonostante le ore di lavoro effettive invece di 40 siano state 15 perché oltre alle ferie ho avuto un gran corso di team building. La cui psicologa probabilmente mi farà a pezzi, se mai farà un resoconto. Ma non sapevo se fingere. Non comunicare, è comunicare, come ho studiato dal primo anno di università. E anche non scegliere è scegliere, baby. Sarà emblematico che le donne mi sceglievano sempre per ultima nelle squadre. E anche che le dinamiche alla macchinetta del caffè sono diverse. Che non stavo provocando, ho solo detto la verità. E avrei avuto delle motivazioni bellissime, mannaggia che non me le hanno chieste. Ma dicevamo. Io avevo il planner di una che lavorava 40 ore, quindi io ho prodotto a sbrega. E come se non bastasse, uno di questi giovedì sera ho ricevuto un'email che è stata un pugno alla bocca dello stomaco ma venerdì mentre la psicologa ci faceva tenere tutti per mano io ho avuto la rivelazione. Emotiva E razionale. Una bomba ragazzi. Si sa che a fare i soldi c'ho la stessa capacità di mio padre, quando nel 73 gli offrirono settemilioni per una tela tipo Kandinskij (L'arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla e indica il contenuto del futuro.) e lui disse: no, guarda, sto quadro non mi piace; e gli diede una mano di bianco e ci ridipinse sopra i suoi paesaggi felici. O quando a mio nonno dissero: ehi, tuo figlio è un gran portiere, lo mettiamo in serie C e lo paghiamo, ma è minorenne, puoi firmare il contratto? e lui disse: no no mio figlio deve finire di studiare, un cazzo!
Mio padre è felice.
Tu mi piaci, ho detto. Mi piace la tua testa, come ragiona. Il tuo modo di trattarmi, perché siamo in un buon equilibrio. Perché andiamo d'accordo anche sulle cose che facciamo pur ritenendole sbagliate. E' meglio sbagliare in due. Mi piaci perché incarni l'uomo che non riesco ad ammettere di volere e mi sollevi dall'incombenza di riaffermare e categorizzare. Perché mi togli dalla ricerca della perfezione secondo canoni che il mio cervello accetta solo in apparenza. La tua cinestesia e il tuo riempire gli spazi e colmare quello tra noi. Il tuo sovrastarmi quando non ho i tacchi e il tuo essere comunque più alto quando li ho. Il tuo rispettare la mia testa. Il tuo farti da parte anche quando non dovresti perché non pensi di essere così importante e invece lo sei. Le tue unità di misura. Mi piace quando parli e quanto. Quando riaffermi che la distanza non c'è.
Allora, a me le tipe che come giustificazione dicono:
"no, ho il ragazzo"
"adesso arriva il mio uomo"
mi rompono il cazzo. Una relazione non è una scusa da utilizzare.
Se qualcuno mi rompe in un locale, io non dico
"Guarda, no, ho già il ragazzo" (indipendentemente dal fatto che ce l'abbia o no) perché a prescindere
TU non mi interessi. Non è che sono accompagnata e allora non è il caso. Proprio anche se fossi da sola, sai.
Invece, è l'unica cosa che funziona.
Tre mail per dire: No. Mi dispiace ma no. No. Per favore, no.
E tre mail di insistenze. In parte anche con tono un po' aggressivo. "Ho deciso che voglio" "Voglio vederti, non c'è niente da capire" voglio voglio voglio, io io io.
No, no, basta, no.
E allora se magicamente aggiungo tra le righe: sai sto vedendo una persona e tu qui proprio non ci stai
Altrettanto magicamente arriva la lapidaria ritirata, una sola riga: allora è diverso, capisco.
Perché il mio NO non viene accettato? Non era un no immotivato. Tutto ciò è triste. Tra l'altro da una persona che io ritenevo aperta e acculturata.
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Give me your eyes I need sunshine, your blood, your bones, your voice and your ghost
mercoledì, 14 ottobre 2009, 00:16
E a un certo punto mi sono accorta che baciavo in modo vorace, non veloce, non che ti staccassi le labbra, ma era una spinta violenta ad esserci, a volere tutto, a farti capire che ero lì e che volevo restarci e quasi avevo un blackout totale nel cervello da quanto pensavo e da quanti collegamenti e da quante cose mi si accendevano nella testa. Chiudevo gli occhi e vedevo nero. Perché chiudevo gli occhi ma volevo vedere tutto, volevo prendere tutto. Una sera poi ho seguito il tuo ritmo senza imporre il mio. E ho scoperto che avrei indugiato più a lungo sullo sfiorarsi delle labbra per imprimere esattamente il ricordo della sensazione che generava sulla mia pelle, per aspettare lo schiudersi delle tue labbra e sentire il calore della tua bocca senza pensare, concentrandomi, senza sforzare il flusso di pensieri in qualche direzione, solo sulle esatte percezioni dei recettori tattili sulla parte superficiale delle mie labbra, che sono l'ultima parte di me ma la prima a confinare con te.
Dirò una cosa impopolare. A me il jazz non piace. Proprio mi innervosisce, saranno le sincopi. Non mi piace, non mi fa nemmeno addormentare da quanto mi fa il nervoso. No, perché mi hanno appena passato Bill Evans e io non sapevo chi fosse, ma mi è bastata una canzone. Dai, mi metto Abbey Road.
Ma quanto è vero che se sei single basta andare al supermercato dopo le 18.30? Ancora meglio, a fare la spesa nei centri commerciali dopo le 19.30. Voglio dire, secondo me si trovano ottimi partiti. Uomini giaccacravattati che ti chiedono dov'è il latte a lunga conservazione, uomini easy casual che leggono le etichette degli sciampi. Meravillioso. E' che il supermercato mi distrae. Io adoro i supermercati, Baumann abbi pietà della mia anima consumistica.
COSE CHE MI DANNO FASTIDIO
la gente che si impiccia del mio lavoro (soprattutto visto che il 99% della gente non capisce in cosa consiste il mio lavoro)
i piccioni
i capelli nel lavandino (soprattutto perché non sono MAI miei, perché io i miei li tolgo perché mi fa schifo vederli) e i peli nel bidet (che non sono mai miei e basta)
le mosche
i cd lagnosi
la pioggia
sporcarmi le scarpe
finire le penne quando sto scrivendo
il kajal con la mina spezzata
essere sottostimata
la connessione che cade
Ho notato che se dai sms toglo insulti offese, ingiurie, oltraggi e improperi, non solo recupero punti eleganza, ma il messaggio passa da 230 a 116 caratteri.
11:11 esprimo sempre un desiderio. Chiedere un'epifania è troppo vago? L'universo non mi capisce.
Mia madre mi ha sempre detto che le banane non si mettono in frigo. Perché a casa mia le banane si mangiano gialle. A me piacciono acerbe, verdi, più dure, con un gusto poco bananoso. Quindi le metto in frigo, vero?
Una cosa che non ho mai detto a nessuno è che io guardo i filmati dei rally e mi piacciono. Mi piace quando mio padre mi racconta delle sue corse. Vorrei, in realtà, essere brava come lui a guidare. Ma è in confronto a rendermi nervosa. Quando ho la gente in macchina guido malissimo, quando sono da sola sono davvero molto più brava. E mi piace stare in macchina. Andare anche da nessuna parte. Anche stare fermi.
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Oh what became of forever?
mercoledì, 14 ottobre 2009, 00:10
- Mio padre, che si intende di sogni e di PR con le persone morte, mi dice che io tendo a sognare o le cose che voglio, o le cose di cui ho paura.
Ritengo che il sogno che ho fatto sabato sera, senza aver bevuto alcunché, dimostri chiaramente le mie insicurezze tutte insieme, mescolate sapientemente in una puntata degna di un telefilm tardoadolescenziale.
Tamara Jacobs sgama Pacey Witter a baciare Andy McPhee e nota che la sgallettata insulsa in questione è praticamente la sua versione giovane, magra e più carina. L'anziana professoressa se ne va incazzosa, senza dire nulla, nonostante il giovane e aitante ragassuolo corra da lei a cercare di riparare la situazione, inutilmente.
Nel sogno troviamo i topoi tipici della letteratura
-l'amor doloroso
-la notte pericolosa (metaforicamente, certo)
-l'afasia
-la quête
-lo spleen
e quelle legate ai topoi tipici delle paranoie ariannesche
-paura dell'infedeltà
-paura della vecchiaia
-paura del grasso e della bruttezza
-insicurezze miste
Ari: che belli questi posti industriali. Secondo me sono poetici. Cosa sono quei grossi tubi giganti?
Risposta dell'ingegnere gestionale e/o ambientale: L’impianto è in continuo, vedi? Ci sono delle macchine trituratici che possono realizzare materiale di dimensioni piccolissime, con una produzione di circa mezza tonnellata all'ora anche, poi dipende dalla macchina e dall'impianto e da un sacco di altri fattori, ovviamente. E gli scarti di lavorazione tipo la segatura e i trucioli sono inviati alle lavorazioni successive e poi si deve raffinare la lavorazione ottenuta rimuovendo i materiali ferrosi. Poi il legno ottenuto viene pressato. Di solito c'è un sistema di aspirazione delle polveri di legno per avere un prodotto puro e reimmettere la polvere nel ciclo di lavoro.
Risposta dell'informatico nerd: Boh, ci mettono i trucioli, non so. Guarda, un topo!
Provo un piacere perverso nel riempirmi gli avambracci di catenine bracciali cordine che tintinnano. Sarà la mia anima vagamente sadomaso. Tuttavia, la sensazione dei polsi liberi, senza nessuna costrizione, dopo anni in cui mettevo sempre almeno tre quattro cinque giri di bracciali, mi fa sentire nuova e tutto ciò che voglio essere in potenza.
Secondo me la gente crede davvero che non sono a posto. Io rido, perché a partire da quello che sento e vedo, mi faccio dei film in testa.
La google toolbar sarebbe molto simpatica se non mi chiedesse ogni volta di tradurre l'inglese e il francese anche se io gli ho detto di non tradurmeli mai.
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Someday you will find me caught beneath the landslide in a champagne supernova in the sky
giovedì, 01 ottobre 2009, 18:03
Ci avevano ragggione le Pussycat Dolls a dire don't cha wish your girlfriend has fun like me. Io e la Alice abbiamo dovuto far staccare i marpioni dai nostri tacchi, rispettivamente 12 e 14, a gomitate nel fegato. Roba che vomitano l'alcool di diciotto ore di matrimonio lì nel dancefloor. Certo che se le loro mogli si fossero tolte quello sguardo incazzoso dalla faccia e fossero venute a ballare tutte insieme noi non avremmo dovuto assistere a cotanta dimostrazione di esposizione virile da ubriachezza e ci saremmo divertiti tutti molto di più. A volte gli uomini sono capaci di tali bassezze che mi viene voglia di stare da sola per sempre. Sola per sempre mi fa tanta paura. Ma piuttosto che mio marito abbracci le ragazze a caso appena conosciute urlandogli nelle orecchie: "siete bellissimeeeeeeee. voglio venire a casa con voooiiiii" preferisco stare a casa a cucinare budini alla menta da sola tutta la vita.
Ora, uno che mi dice che sto bene struccata, che sto bene con gli occhiali, che sono sexy in pigiama, che ho delle belle gambe, è cieco? No no, not sharing, lo tengo io, grazie.
La cosa divertente di vivere con una coinquilina e un coinquilino è che mentre c'è un tacito consenso tra me e lei sugli uomini con cui ogni tanto dormiamo, lui accetta la cosa ma sembra sempre un tantino perplesso. Soprattutto quando dice: ahah buona serata. Che poi tra i suddetti uomini ci sia una differenza di età di vent'anni circa, è un'altra cosa divertente. Sarebbe simpatico che si incontrassero una sera. Il finto antropologo e l'informatico visionario.
Elle, scrivo cose a cazzo. Ma hai l'esclusiva. It's just you. (and me and the washing machine).
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Vanilla, strawberry, knickerboxer glory
sabato, 12 settembre 2009, 10:47
Sono una fottutissima sfigatissima nerd.
Se Elle mi insegna un gioco da fare che includa una certa gestione del calcolo e della matematica fornendomi anche la sua personalissima tattica, io ci rimugino per tutto il ponte della libertà per trovare un corollario alla sua tattica e la critico anche. Stronza, oltre che nerd.
La mattina dopo, mentre mi scrubbo la faccia e mi lavo i denti alle 7.40 , ci penso ancora ed elaboro un'altra strategia per ridurre la casistica delle probabilità e aumentare le possibilità di vincita. E non vedo l'ora che Elle si svegli (sono le 11.26 e sinceramente non ho sue notizie) per spiegargliela.
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Le goût étrange et doux de la peau de mes amants, mais l'amour pas vraiment!
sabato, 12 settembre 2009, 10:46
La vita di una giovane single (single? uhm. aspetta.)
E' strano perché se devo essere sincera mi sono sempre accorta degli sguardi che attiravo anche quando ero fidanzata. Ma me ne accorgevo e basta, ero infastidita o la cosa non mi toccava o pensavo ad altro. Ora sembra che gli approcci, le battute, gli sguardi e i drink offerti si siano moltiplicati, merito anche la mia natura sfacciata, che prima dovevo reprimere. C'est à dire, prima abbassavo lo sguardo e non stavo al gioco più per rispetto della relazione che portavo avanti, piuttosto che reale imbarazzo o timidezza. Non sono il tipo di persona che abbassa lo sguardo o che si lascia intimidire da una battuta. Ti rigiro il discorso finché lo sfottuto sei tu. Uno sguardo e un sorriso galante sono seguiti da un battito di ciglia e un'occhiata semisorridente. Prima provavo fastidio nel farmi offrire caffè e spritz, ora cedo quasi subito alle insistenze, ero infastidita da chi si girava a guardarmi mentre passavo, ora passo e sorrido. Fino a due settimane fa mi giravo e sorridevo, se l'uomo era worth while. Mi sembra sempre estate. Ma non mi sento in colpa. Nel senso, non è nemmeno flirtare. E' ridere e parlare con tutti senza sentire di fare cose sbagliate (perché LUI le riteneva sbagliate anche se non stavo facendo nient'altro che parlare con persone che volevo solo conoscere ma avevano il maledettissimo cromosoma Y) con una certa leggerezza.
Ah ma quel tipo che lui aveva detto "non mi va che lo vai a conoscere", Ari? albameccanica is "away from computer".
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It's you so delicate so pure enough to seem unreal
sabato, 12 settembre 2009, 10:45
No, quando dico che tre spritz mi fanno girare la testa non credetemi.
Uomo-nel-mio-letto: Ari...puoi andare un po' più in là? Sto cadendo dal letto.
Ari: Come fai a cadere, scusa!???
Unml (formerly known as RCSI): Sono sul bordo...
Ari: Oh cazzo, pensavo di essere nella mia parte del letto! Scusa!
Probabilmente mi ero accoccolata addosso a lui e mi ero addormentata. Quando il dormire per lui si era rivelato impossibile dato l'esiguo spazio che aveva tra me e il bordo del letto ha dovuto ricorrere alla malauguratissima azione dello sveglia-la-Ari-per-un-motivo-
abbastanza-inutile.
[qui i precedenti] Io, che stavo già sbuffando chiedendogli perché mai avesse tutta questa urgenza di svegliarmi, che io il giorno dopo sarei andata al lavoro e lui no, apro un occhio e gli faccio presente con la mia solita delicatezza, che non vedo come questo possa succedere, dato che sono a metà letto: gli serve forse più di metà letto, che, per inciso, è mio e lui è un ospite, per quanto gradito? Lui, povero tesorino coccolino, mi fa notare che no, gli sto dormendo addosso, dalla sua parte del letto e che lui non ha nemmeno troppo cuscino.
Io ero strasicura di essere a metà letto. Ma sicura, eh.
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Atmosfera pesante elogio alla tensione/ Tranquillità assoluta
sabato, 12 settembre 2009, 10:43
Per la categoria: Arianna e la vita. Essendomi finalmente comprata un materasso, avevo la necessità di portare via i due materassi singoli che usavo una volta. Per fortuna alla mia coinquilina ne serviva uno in quanto ospitava un tizio. Quindi io mi dico, ok, porto giù in magazzino quell'altro, che tenerlo in camera occupa spazio e fa polvere. Solo che ho un pelo sovrastimato le mie capacità e fatto una stima ottimistica del portare giù in magazzino il materasso. Perché io credevo di non metterci più di cinque minuti. Invece un materasso pensa un sacco! e mi sono anche abrasa le dita con quelle maniglie di corda. Comunque, dopo aver fatto una rampa di scale e osservato che me ne mancavano altre 4 ho pensato che era un peccato che non fossi così cialtrona da buttare il materasso giù per la tromba delle scale e andarlo a recuperare giuliva al piano terra. Quando sono arrivata con il malloppo al piano terra ho constatato come la porta di accesso ai magazzini fosse più bassa dell'altezza del materasso e più stretta della larghezza totale di me+il materasso. Quindi, l'ho spinto avanti in orizzontale. Anche il magazzino è più basso dell'altezza del materasso in verticale. Ragion per cui, dato che in orizzontale occupava troppo spazio e io non voglio intrighi, l'ho messo in diagonale. Tempo totale, sedici minuti.
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I don't know what more to ask for i was given just one wish
sabato, 12 settembre 2009, 10:42
Mio fratello crede che io sia il suo google oppure mi invia sms assolutamente slegati e avulsi da ogni contesto.
1)ma è vero che è morto mike bongiorno?
2)come si dice panda in inglese?
3)dov'è la mia carta venezia?
4)chi è laura chiatti?
5)c'è un supplente di geografia che sembra cristicchi
6)co i passa i fajani ghe siga drio che i xe baucchi fa el paltan
Un gran pacco è realizzare di stare davvero male la mattina appena svegli e necessitare di farmaci. Come conciliare il fatto che le farmacie aprono alle 9 e io devo esssere in ufficio proprio a quell'ora? E che la farmacia chiude alle 12.30 e riapre alle 15.30, quando la mia pausa pranzo è 13-14?
Vado a Venezia e puntualmente torno storta ma rido un sacco. Bacaro tour improves my english skills.
Il Bacaro tour mi fa parlare a manetta. Due spritz a stomaco vuoto mi permettono anche di importarmene relativamente poco se ho sopra di me un lampione da diecimila watt (o volt? non ero brava in fisica).
Io lo so che sono una pazza isterica incazzata la mattina presto, per questo mi autoescludo dalle relazioni sociali fino alle 10.30.
Vorrei chiederti se sei innamorato, ma qualsiasi risposta mi farebbe un po’ male. Quindi preferisco non sapere e decidere a giorni alterni.
Due spritz al Fral a stomaco vuoto mi impediscono una parlata fluida. I cani giganti che ti si infilano sotto le gambe al parco di Villa Franchin.
Stare tra le tue braccia è assolutamente rifugiarsi e non pensare a niente, chiudersi la porta alle spalle per ore e dimenticarsi di quanto io debba mettere ordine nella mia vita, I always said you’re my summer, whatever months we are in.
Oh si, sono gelosa. Saresti più tranquillo se ti dicessi che sono gelosa anche dei gatti di mia nonna, perché mio cugino se li spupazza di più? No, è che non ho un lanciafiamme, in mano al momento (14.23) altrimenti le avrei polverizzato le scarpe sicuramente poco glam che indossava. Come ammonimento, eh.
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safety pins, holding up the things that make you mine
martedì, 25 agosto 2009, 20:04
Io ero convinta che mi servisse un certo tipo di uomo. E' per questo che poi mi impantano e scappo. Cioè, me ne rendo conto adesso che forse gli ingegneri con la testa sulle spalle (malgrado queste siano larghe e protettive e pronte a inglobarmi tutta la notte), logici, razionali, senza squilibri psichici forse potrebbero rendermi la vita più semplice ma non più divertente? Essere troppo sicuri di sè è una buona cosa, finché non significa non mettersi mai in discussione e dare per scontato che si va sempre bene così come si è. E' vero che non posso stare con una persona troppo simile a me e nemmeno con una più sulle nuvole di me. Mi serve un uomo che abbia un minimo di orientamento e che cacci gli insetti. Ma che non si senta in dovere di usare paroloni davanti a me per dimostrarmi quant'è intelligente, che non se la tiri inutilmente. In realtà sto anche scoprendo che mi reffo molto di più di quanto pensassi. Ma dicevamo, il mio istinto animalesco primitivo o comunque queste cose antropologiche, mi spingono alla classica ricerca dell'uomo che possa sostenere la mia vita in modo solido, che possa prendersi cura di me in quanto pulzella e di cui possa fidarmi. Probabilmente l'istinto primordiale non tiene conto della noia insita nella testa quadrata di questo tipo di persone. Quindi, cercherò di non ascoltare la vocina dell'istinto che mi urla: ingegnere-testasullespalle-
ordinato-ricco-tranquillo-adorailsuolavoro-èbellissimo-spallelarghe-sixpacks. Piuttosto ascolto la vocina matta che dice: nonballa!-nonhaungeneremusicalepreferito!enemmenounabandpreferita!-giocaacalcio(=noiaaaa)-haTRElavori(zerotempo)-halecamiciecolmonogramma(vecchio!). La seconda possibilità per il mio diminuito interesse è che io mi stanco presto di tutto. Comunque, in questi sei mesi di singletudine l'unica cosa vera che ho imparato è che vince chi fugge. Sempre.
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‘cause i’ll be laughing around your silly little jokes
martedì, 25 agosto 2009, 19:59
La mia ossessione di oggi è che il mio corpo va per i fatti suoi. A giugno non è che fossi spigolosa, ma non ero nemmeno così morbida come ora. E morbida è un eufemismo, io mi sto gonfiando, tra breve sarò sferica. E non ho fatto due mesi a ingozzarmi di schifezze come un maiale. Quindi ne ho dedotto che la nuova pillola mi sta facendo lievitare, come fece a suo tempo quella vecchia. Ora, se non avessi le mestruazioni completamente random io la pillola la eviterei totalmente. La sto prendendo giusto perché dovevo almeno programmare i miei viaggi senza avere il ciclo (che la persona che frequento on e off line chiama affettuosamente "loop". Non è geniale?), dato che le mie vacanze erano all'insegna dello scarpinare sotto il sole. Ora, che vacanze non ne devo programmare, credo che finirò questo simpatico blister e poi eliminerò anche quelle, ritornando completamente in balia dei miei ormoni, senza essere sedata dal controllo della pillola.
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I know we suffer for fashion or whatever
mercoledì, 19 agosto 2009, 20:17
Io mi vesto di scuro. Ma effettivamente tra i miei vestiti si trovano anche cose bianche. Io, sinceramente, non è che mi veda molto con le cose bianche. Infatti, tranne la camicia emo coi teschietti, che mi sono comprata io, le altre cose che ho, bianche, me le hanno regalate. Le cose bianche che mi sono state regalate e che effettivamente mi piacciono, sono ben poche. Un completo coulottes-reggiseno bianco avorio un po' rétro, regalatomi dai miei per natale, che mi piace assai. Per il resto, rimango perplessa. Per esempio, la stragrande maggioranza di roba bianca che ho, mi è stata donata dalla madreeeh perché si era presa cose per lei e ha sbagliato misura. Questo succede con la biancheria intima: io non avrei reggiseni e mutandine bianchi (eccetto il completino di cui sopra) se non me li fossi accaparrati a causa dei suoi sbagli. Se il reggiseno in questione è molto molto carino e ogni tanto lo metto, altrettanto non si può dire degli slip. Mia madre è ancora figlia dell'idea "biancheria intima in cotone", cosa che, infatti, mia nonna continua a ripetermi quando vede spuntare il bordo di pizzo delle mie mutande rigorosamente non in cotone, dai jeans. Immagino che se madreeeh è cresciuta con mia nonna che le ripeteva continuamente la necessità assoluta di comprare solo cose in cotone, qualche effetto deve avere scaturito. Quindi, mia madre ha il 70% di mutande di cotone, il resto, per le grandi occasioni, è di pizzo o seta o altre cose di cui non voglio essere a conoscenza. Io ho 5 paia di mutande di cotone, di cui due me le ha passate lei perché ha sbagliato misura e le erano strette, una fucsia di cui ignoro lo stato mentale con cui le ho acquistate e due coulottes, di cui una verde e una nera con scritto rock and glam. Il resto, cioè le mie altre cinquemila mutande, sono il 75% nere di pizzo o in tessuti sintetici e il resto colorati, anche se la maggior parte di questi non si becca con nessun reggiseno, ragion per cui sono spesso spaiata. Il resto dei miei vestiti bianchi sono vestiti per il mare che mia madreeeeh si è comprata e poi ha deciso che erano troppo corti o troppo trasparenti per lei. Io, che non ho un marito che si scoccia se vado in giro con le gonne corte, le userei anche, visto che basta riprenderli un secondo e stringerli un po' su schiena e fianchi. Ma sono bianchi. E quando li indosso mi sento sempre come se dovessi fare la prima comunione, indi per cui li ho declassati a vestiti da usare in casa o per dormire. Anzi, da mettere quando ho finito di dormire per fare colazione con l'Agnese, dato che dormo in mutande ora che vivo da sola.
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How I would push my fingers through your mouth
lunedì, 10 agosto 2009, 23:56
-è isterica perché non ha pranzato
-ha due scritte in olandese fatte con la bic sui polsi: ik ben dun (per la teoria del pensiero positivo) e ik ben niet hongerig (per l’autoconvincimento)
-si rende conto di essere isterica e stronza, ma è stanca di fomentare discussioni in chat piacevoli come la sabbia nel costume
-usa un proxy, quindi il caricamento delle pagine è incredibilmente lento, cosa che le rallenta, ovviamente, tutto il lavoro
-ha la terribile sensazione di essere intollerante al latte
-messaggia con il Dan relativamente agli uomini
-è tentata di rispondere Zebra! ma decide che il silenzio si farà capire comunque
-è l’unica SEO-in-da-house @Nozio quindi le attività degli altri confluiscono nel suo planner. Immaginatevi la mole di lavoro.
-si stordirà di prosecco con Alberto e il Dan stasera, deciso.
-cuora Elle, che le manca un sacco perché ok chat, sms e telefono, ma live spacca.
->soprattutto lei avanza un sacco di abbracci da Elle
->e non sapeva se scriverlo o no perché Elle è l’unico che legge il suo blog
-ha le visioni di cupcakes e latte e nesquik indotte dalla fame
-ha una bellissima canottiera comprata ad Amsterdam e i capelli a ondine. Peccato per l’abbronzatura scrostata.
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Never pure, never aware - Never a cure, never a care - Never a need, never a damn
venerdì, 07 agosto 2009, 19:56
Stavo parlando con il mio collega Mrk dei casi che controllano le nostre vite. Dei casi fortuiti, delle coincidenze. Delle cose giganti che dipendono da decisioni prese senza pensarci, da decisioni minuscole e apparentemente, all'epoca in cui sono state prese, insignificanti. Come il post qui sotto, che mostra come io sia andata ad Amsterdam inconsciamente, la mia risposta positiva al sms di Alice che mi dice: "Ciao Ari, vieni ad Amsterdam dal 20 al 23 marzo con me? Ci ospita un'amica, dobbbiamo prendere solo l'aereo", sia stata assolutamente impulsiva e casuale.
Il fatto che io abbia avuto una relazione di 8 anni dipende da una cosa simile.Ho conosciuto Matteo a luglio del 2000, in vacanza, e lui non mi piaceva: troppo diverso da me, troppo veronese, decisamente non il mio tipo. Sua sorella, alla fine della vacanza mi dice: "Questo è il nostro indirizzo e-mail nonmiricordo@nonmisovvengo.boh magari ci scriviamo." Io non lo scrivo da nessuna parte. Invece capita che più di un mese dopo io sia con Daniele in Finlandia a provare l'esperienza della sauna finlandese accompagnata da bevute di champagne e vodka, in quantità sufficiente per farci diventare più sciocchi del normale per i nostri 17 anni. Io mi ricordo dell'indirizzo mail, vagamente tra l'altro, e non mi spiego il perché, io e il Dan abbiamo scritto questa mail. A cui poi mi ha risposto solo Matteo, non sua sorella. Da qui sono partite altre mail, sms, telefonate e una storia lunga 8 anni. Da una semi sbronza e un indirizzo ricordato per caso.
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Driving through the summer air and this is how we roll the suburban pioneers
venerdì, 07 agosto 2009, 19:55
Io non ci volevo nemmeno andare ad Amsterdam. Nel senso, volevo andarci, ma non a Marzo nella stagione delle piogge, non 4 marci giorni a cavallo di un weekend, non con la persona con cui sono andata. Ho risposto di sì perché la domanda mi era stata fatta in un contesto di disperazione (mia) tremenda e perché davvero pensavo che un viaggio mi avrebbe distratto dallo stagno putrido in cui ero. Anche se, appunto, sono andata con una persona con cui non avevo mai condiviso un viaggio, perché le nostre idee di cosa fare in viaggio sono alquanto diverse. Direi proprio opposte. Succede che però le dico di sì e ci andiamo insieme. Succede che la prima sera andiamo in questo posto e io ciaccolo amabilmente in inglese con polacchi, spagnoli, portoghesi e quant'altro e succede che arriva sto olandese biondo, che non capisco nemmeno adesso perché era venuto lì, che si siede affianco a me e comincia a chiedermi un sacco di cose e farmi parlare di me (bella tattica, lo so) e io penso:
ecco, ti pareva che questo si doveva sedere in fianco a me e isolarmi da tutti e come lo elimino? dove sono le mie amiche AAAARRRGHHH dove sono le mie amiche italiane, dove sono finite, dove sono tutti? non vedo nessuno che conosco, ecco, ora glielo dico, devo cercare le mie amiche che sono paranoica e mi angoscio, ciao ciao, non ho nemmeno capito bene il tuo nome caro indigeno, ma non posso essere così stronza e mollarti qui da solo però guarda che bel musetto da crucco nordico che hai, ok, resto qui, parlami di quando sei stato in Cina, vai. Com'è che sei arrivato a mettermi un braccio intorno alle spalle? Cosa dici? C'è la musica altissima e non ti sento bene bene ma non per questo devi parlarmi così vicino alla faccia, che sono paranoica e sto respirando la tua anidride carbonica e mi verrà un embolo...
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before you interfere let me make it loud and clear
venerdì, 24 luglio 2009, 22:20
Capisci gli uomini.
Frasi che ti fanno capire che l'uomo è leggermente alterato.
M. 28 anni, ingegnere gestionale: "Tranqui." "Fa stesso." "No, va bè, facciamo come vuoi tu." "(mutismo)"
Emme, 25 anni, informatico: "casso" "eh" "devo dirti una cosa."
Errefattoriale, 26 anni, ingegnere ambientale: frasi corte. ironia che non c'è un cazzo da ridere. battute che non ammettono replica.
Elle, 22 anni, informatico visionario: "par via?" "sono incazzatooooo"
Sono a casa in compagnia dell'aspirina e di scrubs perché l'aria condizionata dell'ufficio mi ha fatto ammalare. Mi cola il naso e ho gli occhi lucidi. Ho la tosse e il mal di gola. Ho mangiato insalata con i miei coinquilini e mi sono fatta spiegare senza successo per la seconda volta perché i dissipatori possono essere di metallo. Prima ero in macchina con mia madre e mi veniva da piangere mentre lei mi raccontava della figlia anoressica di una sua amica. Maledetta pms. Che tra l'altro abbiamo sfiorato il dramma perché io avevo le lacrime agli occhi ma avevo gli occhiali da sole giganti, però lei, in sindrome da menopausa aveva cominciato a dire:"E almeno...tu mangi poco e sei sempre a dieta, però sei brava perché non sei mai stata male e non ci hai mai dato problemi e tu sarai sempre a dieta perché hai la testa dura, ma almeno....", con questa voce triste e allora io ho dimenticato che fino a dieci minuti prima la volevo strozzare perché continuava a parlare e a (provare a) decidere per me e mi sono sentita una stronza e mi veniva da piangere ancora di più. Ma gli ormoni davvero possono fare tutto questo. E prendo pure la pillola! Se non la prendessi sarei spacciata.
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let this be our little secret no one needs to know were feeling higher and higher and higher
giovedì, 02 luglio 2009, 08:35
Ho montato i comodini Ikea in 20 minuti ciascuno e mi sentivo una gran figa. Io non ho abilità spaziali e manuali, era la prima volta che mi ci cimentavo. Guardavo fiera i miei comodini Kassen e mi dicevo ahah figurati se adesso che ho montato i comodini (22 easy steps, secondo le istruzioni), non riesco a montare il letto Renatooooh! (12 easy steps). Quindi io comincio a mettere su la testiera, connettere testa e fondo con le bande laterali, viti, bulloni, cacciaviti, la Ari carpentiere. Solo che. Ho una spranga di ferro, che, anche secondo la mia mente di formazione tendenzialmente scientifica ma non troppo, andrebbe sopra la barra centrale che sostiene le doghe. Solo che se io ce la metto, le doghe vanno in discesa, non stanno dritte parallele al terreno. Quindi io l'ho tolta, anche perché non era menzionata nei 12 step delle istruzioni. Solo che mi avanza una spranga di ferro di due metri. Che una cosa è se ti avanzano due rivetti o tre viti, ma un grossa barra di metallo scorrevole mi inquieta, anche perché viste le dimensioni, potrebbe, e uso il condizionale, potrebbe essere necessaria al sostegno di qualcosa. Tipo di tutto il letto.
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Nous avons trop rien à risquer, à part nos vies qu'on laisse de côté
giovedì, 02 luglio 2009, 08:34
Mi sento una stronza immane. Mi sento male. Mi faccio male, ma non aiuta. Il mio sole, il mio sole, il mio sole sarai. Lascia fare il destino, speriamo che sia più intelligente di me. Era perfetto. I dm, le mail, il post, le canzoni. Lacrime che volevo condividere con te, che eri l'unica persona che avrebbe potuto capire, ma anche l'unica che non volevo vedere piangere e soprattutto che non avrei voluto fosse per colpa mia. Scusami. Sei una persona fantastica e non voglio perderti mai.
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It's been cold since october, it's been dark all my life except for moments that I'm trying hard not to forget
giovedì, 02 luglio 2009, 08:32
Un milione di volte, un milione di volte meglio irrazionale, emotiva, emozionale, di stomaco, che pianificatrice e fredda e sicura di me e stronza perché logica e consequenziale.
I fucked my american cunt - I loved my english romance
I don't dress to impress, I fucking dress basing on how fucking I feel in the morning.
Voi due siete patetici. Non so chi dei due scegliere. Fottetevi, in tutti i sensi. Io me ne vado a Malta.
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With the wrong tune playing till it sounded right yeah
mercoledì, 24 giugno 2009, 22:59
Waterlooplein, June 22nd 2009, 11:40
Non voglio fare la stronza. Ma quando conosci uno così poi ti auguri ce ne siano altri in giro. Alzi per forza i tuoi standard. Avevo questa sensazione, di non dover fare foto. Volevo che fosse una cosa solo mia, un ricordo da non condividere visivamente con nessuno e in parte è stato così perché le nostre foto sono tutte sfocate e non siamo venuti nemmeno troppo bene. Ho in mente chiaramente il tuo muso, le tue braccia, la sensazione dei tuoi capelli tra le mie dita, il tuo odore la mattina. Ho in mente l'esatta lunghezza delle tue ciglia e la linea delle tue spalle e delle tue labbra. Tuttavia, piano piano i dettagli andranno a sfocarsi come nelle foto e lentamente tornerai ad essere una figura simile al tuo avatar. Ho in mente l'esatto momento in cui ti ho visto, agli arrivi a Schiphol e ho pensato che non ti ricordavo così bello. And the thing I liked most was the way you keep on touching the edges of your blanket and jacket with your fingers, because it's the only irrational thing that shows. Sono confusa. Troppi segni, troppe, molteplici interpretazioni. I'm just obsessed, you know. Che Amsterdam l'ho vista grazie alle scarpinate che abbiamo fatto, compresa quella sera in cui sono inciampata 7 volte. Che in realtà secondo quanto ho capito non fai molto altro che lavorare e forse ho avuto davvero una fortuna assurda ad incontrarti quella sera al Kroon perché non mi hai saputo nemmeno dire cosa fai nei weekend. Che forse mi comprerò anche io delle fasce per il kickboxing, visti i molteplici usi. Che ho sempre mangiato bene. Che io non so mai quand'è il momento di fare certe domande e dire certe cose ma ieri sera sei stato provvidenziale. Che forse, solo e semplicemente, non è il momento. Che basta, dovresti vedermi nel mio habitat. Devo dimostrare sempre di essere impermeabile invece ho solo una voglia infinita di graffiarmi le gambe a sangue che tanto quel vestito che ho preso all'Albert Cuypmarket ha la lunghezza giusta per coprire ogni eventuale segno e che poi sono una kickboxer e per questo tipo di cose ho sempre la scusa, ma senti, nessuno si è reso conto che mi sono reffata completamente da sola? Aereo, tram, girare per Amsterdam da sola, sopravvivere, gestire questa vacanza? Non ho mai chiesto indicazioni per la strada.
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I've got a drowning grip on your adoring face
mercoledì, 24 giugno 2009, 22:01
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